Dott.ssa Barbara Berti · Odontoiatra a Lucca
Denti sensibili a Lucca
Per chi sente una fitta col freddo o col dolce: prima trovo la causa, poi scelgo la cura più piccola che la risolve.
4,9 su 5 · 415 recensioni Google dello studio di Lucca«Professionalità , gentilezza. Il meglio per ritornare a sorridere.»
Patrizio B., recensione Google dello studio di Lucca
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Preferisci scrivere? WhatsApp 349 3047594Immagine ricostruita al computer a partire dalle fotografie vere della dottoressa; le altre persone non sono reali. I tempi e i risultati variano da persona a persona.

In sintesi
In questa pagina spiego cosa sono i denti sensibili, perché a Lucca vedo tanti pazienti che temono il freddo e il dolce, come distinguo una sensibilità da smalto consumato o radice scoperta da una carie o da un dente incrinato, e cosa chiedo di fare a casa prima di qualunque cura.
I denti sensibili sono una delle cose che mi vengono raccontate più spesso in visita: una fitta corta col gelato, con l’acqua fredda, a volte con lo spazzolino, che passa in pochi secondi e torna alla prossima occasione. Non è una malattia, è un segnale. Dice che la dentina, lo strato sotto lo smalto, è rimasta scoperta da qualche parte e trasmette lo stimolo al nervo.
Chi arriva a Lucca con questo problema ha quasi sempre già provato un dentifricio o un collutorio senza grandi risultati. Il punto è che il rimedio funziona solo se si conosce la causa, e le cause possibili sono diverse. Qui racconto come le cerco, cosa chiedo di cambiare a casa e quando invece serve una cura in studio.
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Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca
Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!
Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.
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Perché i denti sensibili fanno male al freddo e al dolce?
Perché la dentina, lo strato sotto lo smalto, è rimasta scoperta e trasmette lo stimolo al nervo del dente.
Lo smalto non ha sensibilità. Quando si consuma, o quando la gengiva si ritira e lascia nuda la radice, il freddo, il dolce e a volte lo spazzolino arrivano alla dentina, che è attraversata da canalini sottili pieni di liquido. Il liquido si muove, il nervo lo sente e manda una fitta corta. È il dolore tipico dei denti sensibili: breve, legato allo stimolo, che sparisce appena lo stimolo finisce.
In visita cerco la causa, non il sintomo. In genere trovo una radice scoperta da gengive ritirate, uno smalto consumato dallo spazzolamento troppo energico o da cibi acidi, un dente che lavora troppo per il bruxismo, un’otturazione alta che carica male. A volte è una combinazione. Finché non so quale di queste è in gioco, qualunque rimedio è un tentativo alla cieca.

Come distinguo i denti sensibili da una carie o da un dente incrinato?
Dalla durata del dolore e da quello che vedo e tocco in visita: la sensibilità dura secondi, la carie profonda e l’incrinatura durano di più.
Quando una persona mi dice «mi fa male col freddo» le chiedo quanto dura la fitta. Se passa in pochi secondi e torna solo con lo stimolo, penso a una dentina scoperta. Se il dolore resta un minuto, arriva anche col caldo o si presenta da solo la notte, penso alla polpa infiammata, e allora la strada è un’altra: una otturazione se la carie è ancora lontana dal nervo, una devitalizzazione se lo ha già raggiunto.
Poi guardo e tocco. Passo un getto d’aria sul colletto del dente, premo sulle cuspidi una alla volta per cercare un’incrinatura, controllo i bordi delle otturazioni vecchie, guardo se la gengiva si è ritirata. Se il dubbio resta, una radiografia piccola mi dice se sotto c’è una carie nascosta. È una visita di pochi minuti, ma evita di curare un dente sano o di lasciarne uno malato.
- La fitta corta. Secondi, solo con freddo o dolce: quasi sempre dentina scoperta.
- Il dolore che resta. Un minuto o più, anche col caldo: la polpa è coinvolta.
- Il male a mordere. Dolore quando si lascia il morso su un cibo duro: sospetto un’incrinatura.

Cosa chiedo di fare a casa prima di qualunque cura?
Cambiare il modo di spazzolare, usare un dentifricio per denti sensibili con costanza e tenere gli acidi lontani dallo spazzolino.
La prima cosa che correggo è lo spazzolino: setole morbide, movimento dalla gengiva verso il dente, senza spingere. Molti denti sensibili che vedo sono il risultato di anni di spazzolamento orizzontale e forte, soprattutto su canini e premolari. Un dentifricio per denti sensibili, usato due volte al giorno e senza risciacquare troppo, chiude in parte i canalini della dentina. Non agisce in un giorno: chiedo di darmi tre o quattro settimane.
Poi gli acidi. Agrumi, bibite gassate, vino bianco, aceto, ma anche il reflusso notturno che molti non collegano ai denti: lo smalto ammorbidito dall’acido si consuma di più se lo spazzolo subito. Dico di aspettare mezz’ora dopo un pasto acido e di bere acqua nel frattempo. Non chiedo di rinunciare a tutto, chiedo di sapere quando e come.
- Lo spazzolino. Setole morbide, dalla gengiva al dente, senza forza.
- Il dentifricio. Per denti sensibili, due volte al giorno, per almeno un mese.
- Gli acidi. Mezz’ora di attesa prima di spazzolare dopo agrumi o bibite.

Quando i denti sensibili vanno curati in studio?
Quando le cure di casa non bastano dopo un mese, o quando la causa da casa non si risolve: una radice molto consumata, un’otturazione alta, un’incrinatura.
Se dopo quattro settimane di spazzolino giusto e dentifricio adatto la fitta è ancora lì, in studio applico sui colletti scoperti una vernice o un gel desensibilizzante: pochi minuti, nessuna anestesia, si ripete a distanza di settimane se serve. Se la radice è scoperta e consumata a forma di cuneo, chiudo la zona con una piccola otturazione in composito: protegge la dentina e si fa in una seduta.
Altre volte la cura è altrove. Un’otturazione alta che carica il dente si ritocca in cinque minuti, e la sensibilità in genere sparisce in pochi giorni. Il dente che fa male a mordere per un’incrinatura può aver bisogno di una corona. Chi digrigna di notte protegge i denti con un bite. Il criterio è sempre lo stesso: la cura più piccola che risolve davvero viene prima di quella più grande.
I denti sensibili hanno a che fare con le gengive ritirate e col bruxismo?
Spesso sì: la gengiva che si ritira scopre la radice, e il digrignamento consuma lo smalto e affatica il dente al colletto.
Le gengive ritirate sono la causa che vedo più di frequente negli adulti sopra i quaranta. La radice non ha smalto, solo un cemento sottile che lo spazzolino porta via in fretta. La gengiva non ricresce da sola; in alcuni casi si può coprire chirurgicamente, e quando è la strada giusta lo dico e indirizzo al collega dello studio. Nella maggior parte dei casi però basta fermare la causa e proteggere la dentina.
Il bruxismo lavora in un altro modo: le forze di notte piegano il dente al colletto e lo smalto si scheggia proprio lì, oltre a consumare le cuspidi. Chi arriva con denti sensibili, bordi dei denti appiattiti e mascelle indolenzite la mattina quasi sempre digrigna. Un bite notturno su misura non cura il bruxismo, ma protegge i denti e in genere la sensibilità si riduce.
Quanto dura la sensibilità dopo un’otturazione, un’igiene o uno sbiancamento?
In genere pochi giorni, al massimo qualche settimana: se cresce invece di calare, va rivista.
Dopo un’otturazione profonda il dente può sentire il freddo per giorni o poche settimane: la polpa si è irritata e si calma piano. Dopo una seduta di igiene con molto tartaro tolto, i colletti rimasti scoperti sentono il freddo per qualche giorno. Dopo lo sbiancamento in studio la sensibilità dura in genere da uno a tre giorni; per questo a chi ha già denti sensibili lo propongo solo dopo averli trattati.
Quello che non deve succedere è il peggioramento. Se la fitta dopo un’otturazione aumenta col passare dei giorni, se arriva col caldo, se il dente fa male a mordere, chiedo di tornare: può essere l’otturazione alta da ritoccare o una polpa che non si è ripresa. Lo dico sempre prima della cura, così nessuno aspetta a casa per settimane sperando che passi.
- Dopo l’otturazione. Freddo per giorni o poche settimane, poi cala.
- Dopo l’igiene. Qualche giorno sui colletti rimasti scoperti dal tartaro.
- Dopo lo sbiancamento. Da uno a tre giorni, di più se i denti erano già sensibili.
Denti sensibili a Lucca: le situazioni che vedo più spesso
A Lucca chi mi chiede dei denti sensibili è spesso un adulto tra i trenta e i cinquant’anni che spazzola bene, forse troppo, e non capisce perché il gelato o l’acqua fredda gli diano una fitta. Mi racconta di aver cambiato tre dentifrici senza risultato. Quando guardo, trovo i colletti dei canini e dei premolari consumati e la gengiva un po’ ritirata. A queste persone dico che il problema non è l’igiene scarsa ma la tecnica, e che la prima cura è cambiare mano. Di solito in un mese la fitta si riduce, e solo se resta passo a una vernice o a un’otturazione dei colletti.
Nella Piana di Lucca vedo anche l’altra faccia: chi arriva dopo mesi di sensibilità sopportata pensando fosse normale, e intanto sotto c’è una carie tra i denti o un’otturazione vecchia con il bordo aperto. Qui il rischio è aver aspettato troppo. Chi viene da Capannori, Porcari e Altopascio spesso ha già fatto un giro di collutori e rimedi letti in rete; io chiedo di fermare tutto e fare prima una visita, perché una sensibilità che dura da mesi senza una causa visibile merita una radiografia, non un altro prodotto.
Chi arriva da Capannori, Porcari, Altopascio, San Marco e Sant'Anna concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e cura nella stessa settimana quando è possibile. Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca: la segreteria risponde al 0583 050656 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando denti sensibili non è la strada giusta?
Il trattamento per i denti sensibili non è la risposta giusta quando il dolore ha un’altra origine, e in questi casi lo dico subito:
- Dolore spontaneo o notturno. Non è sensibilità: la polpa è infiammata e serve curare il dente, in genere con una devitalizzazione.
- Carie visibile o in radiografia. Prima si cura la carie; la sensibilità in genere se ne va con l’otturazione.
- Dente incrinato. La vernice non serve; va valutata una corona o, se la frattura è profonda, l’estrazione.
- Gonfiore o febbre. È un’urgenza da vedere lo stesso giorno, non un dente sensibile.
- Gengiva ritirata molto estesa. Se la copertura chirurgica è la strada giusta, lo dico e indirizzo al collega dello studio.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1La visita. Ascolto come e quando fa male, provo il freddo e l’aria sul colletto, controllo otturazioni e gengive, faccio una radiografia solo se serve. Si esce con una causa, non con una teoria.
- 2La cura. Prima quella di casa per un mese: spazzolino, dentifricio, acidi. Poi, se la fitta resta, vernice o gel in studio, oppure la piccola otturazione dei colletti. Se la causa è altrove, curo quella.
- 3I controlli. Rivedo a distanza di qualche settimana per capire se la fitta è calata, poi al controllo dei sei mesi guardo i colletti e la tecnica di spazzolamento, perché la sensibilità torna se torna la causa.
Chiama lo 0583 050656 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Igiene, controlli e cure delle gengive hanno un costo per seduta indicato prima; i percorsi più lunghi, come quello per la parodontite, hanno un piano scritto con le fasi e i costi di ciascuna.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per le cure che si sviluppano in più sedute, come una corona o un percorso sulle gengive, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Adamanti di Lucca), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente le cure della dottoressa.
Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.
Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!
Professionalità , gentilezza. Il meglio per ritornare a sorridere.
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: denti sensibili a Lucca
1. I denti sensibili passano da soli?
A volte sì, se la causa era passeggera: un’igiene recente, un periodo di cibi acidi, un’otturazione nuova. Se invece la radice è scoperta o lo smalto è consumato, la dentina resta esposta e la fitta torna a ogni stimolo. In questi casi non passa da sola, ma si riduce molto con la tecnica di spazzolamento giusta e un dentifricio adatto usato con costanza.
2. Il dentifricio per denti sensibili funziona davvero?
Funziona, ma non subito e non da solo. Deposita sulla dentina sostanze che chiudono in parte i canalini e abbassano la risposta del nervo; servono tre o quattro settimane di uso regolare. Se intanto si continua a spazzolare forte o a mangiare acidi ogni giorno, il beneficio si perde. Lo considero il primo passo, non la soluzione per tutti.
3. Posso usare lo spazzolino elettrico se ho i denti sensibili?
Sì, e spesso lo consiglio: con la testina rotonda e le setole morbide si tende a spingere meno rispetto allo spazzolino manuale. Quello che conta è appoggiare, non strofinare, e lasciare lavorare lo strumento. Alcuni modelli segnalano quando si preme troppo, e per chi ha consumato i colletti è un aiuto concreto per cambiare abitudine.
4. Perché mi fa male un solo dente col freddo?
Un dente solo che fa male al freddo mi fa pensare a una causa locale: una carie, un’otturazione con il bordo aperto, una piccola incrinatura, oppure una gengiva ritirata proprio lì. La sensibilità da smalto consumato colpisce di solito più denti insieme. Quando è uno solo, lo guardo con più attenzione e spesso faccio una radiografia.
5. La vernice desensibilizzante quanto dura?
In genere alcune settimane o qualche mese, poi lo spazzolino e gli acidi la portano via piano. Si può ripetere senza problemi al controllo successivo. Se il colletto è molto consumato e la vernice va rifatta ogni volta, preferisco chiudere la zona con una piccola otturazione in composito, che dura anni e protegge la dentina in modo stabile.
6. I denti sensibili in gravidanza sono normali?
Capita spesso: le gengive si infiammano più facilmente per gli ormoni e si ritirano un po’, e il vomito dei primi mesi porta acido sui denti. Si può curare anche in gravidanza, preferibilmente nel secondo trimestre. Chiedo di non spazzolare subito dopo il vomito, di sciacquare con acqua e di usare un dentifricio per denti sensibili.
7. Il collutorio aiuta i denti sensibili?
Poco, da solo. Un collutorio per denti sensibili può integrare il dentifricio, ma non sostituisce la correzione della tecnica di spazzolamento, che è la vera causa nella maggior parte dei casi che vedo. Alcuni collutori sono anche acidi o contengono alcol e possono dare fastidio. Se si usa, dopo lo spazzolino e senza risciacquare con acqua.
8. Posso fare l’igiene se ho i denti sensibili?
Sì, e va fatta: il tartaro sui colletti tiene la gengiva infiammata e la fa ritirare ancora di più. Chi ha denti sensibili lo dice prima della seduta, così si lavora con più delicatezza, si può applicare una vernice alla fine e si organizza la seduta in modo da non trascinare il fastidio. Il freddo per qualche giorno dopo è normale.
9. Il dolore al dolce è sensibilità o carie?
Il dolce dà fastidio sia alla dentina scoperta sia a una carie, quindi non basta a distinguere. Mi aiuta la sede: se fa male un dente solo e la fitta arriva anche masticando, penso più a una carie, spesso tra i denti dove non si vede. Se è una sensazione su più denti al colletto, è più probabile la sensibilità. La radiografia chiude il dubbio.
10. I denti sensibili dipendono dal reflusso?
Possono dipenderne. L’acido che risale di notte ammorbidisce lo smalto, soprattutto sulla faccia interna dei denti superiori, e in anni lo consuma fino a scoprire la dentina. Quando vedo quel tipo di usura chiedo di bruciore o acidità e consiglio di parlarne con il medico curante. Intanto proteggo i denti e chiedo di non spazzolare subito dopo un episodio.
11. Chi segue denti sensibili a Lucca?
Dott.ssa Barbara Berti, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Lucca (n. 624), che nello studio si occupa di odontoiatria generale e conservativa: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca, in Via delle Ville Prima 966. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Roberto Guazzetti.
12. Come raggiungo lo studio di Lucca se vengo da Capannori o da Porcari?
Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Per chi viene da Capannori, Porcari e Altopascio la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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