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Informazione sanitaria· Dott.ssa Barbara Berti, odontoiatra, riceve nello Studio Dentistico Adamanti di Lucca · Direttore Sanitario Dott. Roberto Guazzetti
Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00Via delle Ville Prima 966, Lucca
Dott.ssa Barbara Berti · Odontoiatra a Lucca

Dott.ssa Barbara Berti · Odontoiatra a Lucca

Tartaro a Lucca

Per chi si lava bene i denti e trova lo stesso una crosta dura al bordo della gengiva: cosa è, cosa fa e come la tolgo

4,9 su 5 · 415 recensioni Google dello studio di Lucca

«Professionalità , gentilezza. Il meglio per ritornare a sorridere.»

Patrizio B., recensione Google dello studio di Lucca

Parlarne non impegna. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.

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Immagine illustrativa dell'ambiente di studio, ricostruita al computer: nessuna persona reale. I tempi e i risultati variano da persona a persona.

La Dott.ssa Barbara Berti rimuove il tartaro a Lucca durante una seduta di igiene
TartaroStrumenti a vibrazione e a mano
Strumenti a vibrazione e a manoUna seduta, due se il deposito è estesoAnestesia locale dove serveLucidatura finale delle superficiIstruzioni per casa allo specchioControllo ogni 6 mesi, ogni 3-4 se serve

In sintesi

In questa pagina spiego cos’è il tartaro, perché si forma anche a chi si lava bene i denti, perché non si toglie con lo spazzolino e come lo rimuovo in studio a Lucca, sopra e sotto la gengiva, senza farne una tortura.

Il tartaro è placca che si è indurita sul dente, e una volta indurita nessuno spazzolino la porta via. Lo dico subito perché è la cosa che sorprende di più chi si siede davanti a me: si lava i denti con cura, eppure al bordo della gengiva trova una crosta giallastra che non si muove.

Qui racconto come lavoro sul tartaro con chi viene da me a Lucca: come lo riconosco, come lo tolgo, cosa cambia quando è finito sotto la gengiva e cosa chiedo di fare a casa perché torni il più tardi possibile.

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Prima visita · 30 minuti · in studio a Lucca
Dott.ssa Barbara Berti
Odontoiatra
Albo Odontoiatri di Lucca n. 624
4,9 su 5 · 415 recensioni Google dello studio
Via delle Ville Prima 966, 55100 Lucca · Mappa
Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
Odontoiatria generale, Odontoiatria conservativa, Igiene e prevenzione

Leggo l’agenda della Dott.ssa Berti…

Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca

Aurora B.★★★★★

Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!

Mariano Q.★★★★★

Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.

Tartaro a Lucca: vuoi un parere sul tuo caso?

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4,9 su 5 · 415 recensioni Google dello studio di Lucca · Prima visita con la dottoressa · Piano scritto, nessun impegno

Che cos’è il tartaro e perché si forma anche a chi si lava bene i denti?

Il tartaro è placca batterica che la saliva ha mineralizzato: nasce dove lo spazzolino non arriva ogni giorno, e nessuno spazzola tutto, sempre.

La placca è una pellicola morbida di batteri che si riforma poche ore dopo ogni lavaggio. Finché è morbida si toglie con spazzolino e filo. Se resta in un punto per qualche giorno, i sali della saliva la induriscono e la trasformano in tartaro, una crosta ruvida attaccata allo smalto. Da quel momento la placca nuova si deposita sopra ancora più facilmente, e il deposito cresce strato su strato.

I punti classici sono la faccia interna degli incisivi inferiori e la faccia esterna dei molari superiori, perché lì sboccano le ghiandole salivari. Poi contano la saliva di ciascuno, i denti affollati, le otturazioni con un bordo che trattiene, le gengive che hanno cominciato a ritirarsi. Per questo vedo persone che si lavano i denti tre volte al giorno e fanno tartaro lo stesso: non è una colpa, è una condizione da conoscere e gestire.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Berti a Lucca (immagine illustrativa)

Perché il tartaro non va via con lo spazzolino?

Perché è minerale, non più una pellicola: lo spazzolino lucida la superficie del tartaro ma non lo stacca dal dente.

Chi prova a toglierlo da solo spazzolando forte ottiene due cose: il tartaro resta, e la gengiva accanto si consuma. Lo stesso vale per i rimedi che girano in rete, dal bicarbonato all’aceto: graffiano o acidificano lo smalto senza scalfire il deposito. Il tartaro va staccato meccanicamente, con strumenti pensati per quello, da una mano che sa dove finisce il dente e dove comincia la gengiva.

C’è un modo per capire se è tartaro o solo placca. La placca è morbida e si toglie con l’unghia o con il filo; il tartaro è duro, ruvido alla lingua e spesso ha un colore che va dal giallo al marrone, perché assorbe i pigmenti di caffè, tè e fumo. Se la gengiva accanto è rossa e sanguina quando passa il filo, è un deposito che lavora da tempo.

  • La placca. Morbida, si forma in ore, si toglie a casa con spazzolino e filo.
  • Il tartaro. Duro, si forma in giorni, si toglie solo in studio.
  • La macchia. Colore senza spessore: la tolgo nella stessa seduta, ma non è tartaro.
Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Berti a Lucca (immagine illustrativa)

Come tolgo il tartaro in studio?

Con una seduta di igiene: prima stacco i depositi, poi lucido le superfici perché la placca nuova trovi meno appigli.

Comincio guardando dove sta il tartaro, sopra la gengiva e nel solco appena sotto, e quanto è infiammata la gengiva attorno. Poi lo stacco con strumenti a vibrazione e a mano, dente per dente, insistendo sui punti che ogni persona tende a saltare. L’acqua porta via i frammenti. In genere basta una seduta; se il deposito è molto esteso e le gengive sanguinano tanto, preferisco dividere il lavoro in due volte.

Alla fine passo una pasta leggermente abrasiva per lucidare lo smalto e tolgo le macchie superficiali. Prima di salutare mostro allo specchio dove stava il tartaro e come arrivarci con spazzolino e filo: è la parte della seduta che vale di più, perché decide quanto in fretta tornerà. Di come organizzo la seduta nel suo insieme, e di cosa cambia da persona a persona, parlo nella pagina sull’igiene dentale.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Berti a Lucca (immagine illustrativa)
Lo studio in cui riceve la dottoressa

Tartaro a Lucca

Lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca · 4,9 su 5 con 415 recensioni Google

Non rimandare la valutazione: una carie piccola resta piccola solo per un po', e una gengiva che sanguina oggi si cura con l'igiene, domani con molto di più. Racconta cosa hai notato e ricevi un parere, con le alternative possibili, compresa quella di controllare e aspettare.

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Il tartaro sotto la gengiva è un problema più serio?

Sì: il tartaro sotto la gengiva non si vede, tiene la gengiva infiammata e con il tempo può portare alla perdita dell’osso attorno al dente.

Quando il deposito scende nel solco tra dente e gengiva, la gengiva si stacca un poco e si forma una tasca in cui i batteri lavorano indisturbati. Lì il tartaro è scuro, aderente alla radice e invisibile da fuori: lo sento con la sonda e lo vedo nelle radiografie. La gengiva sopra sanguina, a volte si ritira, a volte dà un alito pesante. È il passaggio dalla gengivite, che è reversibile, alla parodontite, che non lo è.

In questi casi la pulizia è più lunga e la faccio con l’anestesia locale, per arrivare in fondo alla tasca senza fastidio. Poi rivedo la persona a distanza di settimane per misurare se le tasche si sono ridotte. Quando la perdita di osso è già importante lo dico chiaramente: la parodontite avanzata la seguono i colleghi dello studio e io indirizzo. Il resto lo racconto nella pagina su gengive e parodontite.

Togliere il tartaro fa male?

Di solito no: si sente la vibrazione e un po’ di freddo, e il fastidio maggiore lo dà la gengiva infiammata, non lo strumento.

Se il tartaro è sopra la gengiva e le gengive sono in buone condizioni, la seduta si sopporta senza nulla. Se la gengiva è molto infiammata o il deposito è sotto, propongo l’anestesia locale, anche solo su qualche zona, perché non ha senso stringere i denti per un’ora. Chi ha i colletti scoperti sente di più l’acqua fredda: lo so prima e regolo di conseguenza.

Nei giorni dopo le gengive possono sanguinare un po’ e i denti sentire il freddo, soprattutto dove il tartaro faceva da coperta a una radice scoperta. Passa in pochi giorni, al massimo in un paio di settimane. Se la sensibilità resta, se ne parla e si cerca la causa, che non è la pulizia. Chi teme proprio la seduta me lo dice all’inizio, e si va con calma.

Ogni quanto va tolto il tartaro e cosa posso fare a casa?

In genere ogni sei mesi, ogni tre o quattro chi ha avuto parodontite; a casa contano più il filo e la costanza che la forza.

Non esiste un intervallo valido per tutti. Chi fa poco tartaro e si pulisce bene può stare sui sei mesi, che è anche il ritmo del controllo; chi ne produce molto o ha tasche gengivali viene più spesso. Lo stabilisco guardando quanto ne trovo a ogni seduta e lo aggiorno nel tempo: se per due visite di fila il deposito è scarso, allungo. Su come decido la cadenza c’è la pagina su ogni quanto andare dal dentista.

A casa la differenza la fanno tre cose: spazzolare due volte al giorno con movimenti brevi inclinando le setole verso la gengiva, pulire tra i denti ogni sera con filo o scovolino della misura giusta, e non dimenticare la faccia interna degli incisivi inferiori. I dentifrici che promettono di sciogliere il tartaro al massimo ne rallentano la formazione; quello che c’è già resta dov’è.

  • Il filo o lo scovolino. Ogni sera, prima dello spazzolino: tra i denti la placca indurisce per prima.
  • L’inclinazione. Setole verso la gengiva, movimenti corti, poca forza.
  • I controlli. La seduta di igiene è il momento in cui vedo cosa è cambiato e correggo la tecnica.

Tartaro a Lucca: le situazioni che vedo più spesso

Chi mi chiede del tartaro a Lucca è quasi sempre una persona adulta che se n’è accorta da sola: una ruvidità dietro gli incisivi inferiori, un alito che non convince, una gengiva che sanguina quando passa il filo. Molti vengono dopo anni senza una seduta di igiene, non per trascuratezza ma perché nessun dente faceva male. A loro dico che la prima seduta è la più lunga e la meno piacevole, e che la seconda, sei mesi dopo, sarà un’altra cosa. Chi fuma o beve molto caffè chiede soprattutto delle macchie: le tolgo nella stessa seduta, ma spiego che il tartaro sotto è il problema vero.

Capita spesso, nella Piana di Lucca, che arrivino persone da Capannori, Porcari e Altopascio con una diagnosi di parodontite ricevuta altrove, o con un apparecchio che rende la pulizia difficile. Con loro parto dalle misure delle tasche e da una radiografia, e decido se posso seguirli io oppure se la situazione va seguita dai colleghi dello studio. Ci sono poi i ragazzi dopo l’ortodonzia, con tartaro attorno ai punti dove stavano gli attacchi, e le donne in gravidanza, a cui le gengive sanguinano di più: per loro la seduta di igiene è una delle cure più utili e meglio tollerate, e la faccio volentieri nel secondo trimestre.

Chi arriva da Capannori, Porcari, Altopascio, San Marco e Sant'Anna concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e cura nella stessa settimana quando è possibile. Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca: la segreteria risponde al 0583 050656 e su WhatsApp negli orari di apertura.

Quando tartaro non è la strada giusta?

La seduta per il tartaro non è la risposta a tutto, e ci sono casi in cui la rimando o faccio altro prima.

  • Un ascesso in corso. Prima si tratta l’infezione; la pulizia profonda su una zona gonfia e dolente la faccio dopo.
  • Una macchia senza tartaro. Se è solo colore basta la lucidatura; se sotto c’è una carie serve l’otturazione, non l’igiene.
  • Una parodontite avanzata. Oltre un certo livello di perdita ossea il lavoro va impostato dai colleghi dello studio: lo dico e indirizzo.
  • Il dente che si muove. Non è il tartaro da togliere per primo: va capito perché si muove, con una visita e una radiografia.
  • Chi vuole denti più bianchi. Togliere il tartaro riporta i denti al loro colore, non li schiarisce: per quello si parla di sbiancamento, dopo l’igiene.

Come si svolge il percorso, in tre passi?

  1. 1La visita. Guardo gengive e denti, sondo il solco, se serve faccio una radiografia e dico dove sta il tartaro e quanto è profondo.
  2. 2La seduta di igiene. Una o due volte, con anestesia locale dove il deposito è sotto la gengiva; alla fine spiego cosa correggere a casa.
  3. 3I controlli. Rivedo la bocca dopo qualche settimana se c’erano tasche, poi fisso la cadenza: sei mesi per la maggior parte, meno per chi fa tartaro in fretta.

Chiama lo 0583 050656 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.

Come si può pagare?

Igiene, controlli e cure delle gengive hanno un costo per seduta indicato prima; i percorsi più lunghi, come quello per la parodontite, hanno un piano scritto con le fasi e i costi di ciascuna.

Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.

Per le cure che si sviluppano in più sedute, come una corona o un percorso sulle gengive, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.

Le cure odontoiatriche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.

  • Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
  • Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
  • Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.

Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca

Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Adamanti di Lucca), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente le cure della dottoressa.

Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!

Aurora B. · Recensione su Google

Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.

Mariano Q. · Recensione su Google

Personale super accogliente con gentilezza unica, grazie a loro mi è passata la paura del dentista. Di meglio non potevo trovare...

Monica P. · Recensione su Google
Leggi tutte le 415 recensioni su Google (4,9 su 5)

Il primo passo è una visita

Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.

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Domande frequenti: tartaro a Lucca

  1. 1. Il tartaro può far cadere i denti?

    Da solo no, ma è il primo anello di una catena. Il tartaro tiene la gengiva infiammata; l’infiammazione che dura anni consuma l’osso attorno alle radici, e un dente senza osso attorno comincia a muoversi. È un percorso lento, che si interrompe togliendo il deposito e tenendo pulita la zona. Per questo insisto sulle sedute regolari più che sulla singola pulizia.

  2. 2. Perché il tartaro mi torna dopo pochi mesi?

    Dipende dalla saliva, dalla posizione dei denti e da dove passa lo spazzolino. Chi ha una saliva ricca di minerali fa tartaro in settimane anche con una buona tecnica. In questi casi non cambio obiettivo ma ritmo: sedute ogni tre o quattro mesi e attenzione mirata ai punti che si ricaricano per primi, che in genere sono sempre gli stessi.

  3. 3. Il tartaro causa l’alito cattivo?

    Spesso sì. Il tartaro è poroso e trattiene batteri che producono gas dall’odore sgradevole, soprattutto quando la gengiva attorno sanguina. Togliere il deposito e pulire la lingua risolve una buona parte dei casi di alito pesante. Se dopo l’igiene l’alito non migliora, si cercano le altre cause in bocca, che restano di gran lunga le più frequenti.

  4. 4. Dopo la pulizia i denti sembrano più distanziati: è normale?

    Sì, e di solito dura poco. Il tartaro occupava lo spazio tra i denti e la gengiva gonfia lo riempiva; tolto il deposito, la gengiva si sgonfia e per qualche settimana compaiono piccoli spazi scuri. In molti casi si richiudono in parte quando la gengiva torna sana. Se restano, è il segno che l’osso sotto era già diminuito: non li ha creati la pulizia.

  5. 5. Lo spazzolino elettrico impedisce il tartaro?

    Aiuta, ma non impedisce nulla da solo. Uno spazzolino elettrico rende più facile fare bene i movimenti e tenere il tempo giusto, e a chi ha poca manualità lo consiglio. Il tartaro però nasce soprattutto tra i denti e lungo il bordo della gengiva, dove conta il filo o lo scovolino, e nessuno spazzolino arriva. L’attrezzo pesa meno della costanza.

  6. 6. Posso togliere il tartaro in gravidanza?

    Sì, e lo consiglio. In gravidanza le gengive si infiammano più facilmente e sanguinano di più; il tartaro peggiora il quadro. La seduta di igiene si fa senza problemi, preferibilmente nel secondo trimestre, e senza radiografie salvo i casi in cui sono indispensabili. Le cure in questi mesi le raccolgo nella pagina sul dentista in gravidanza.

  7. 7. Il tartaro si forma anche sui denti dei bambini?

    Meno spesso che negli adulti, ma sì, soprattutto dietro gli incisivi inferiori da latte e nei ragazzi con l’apparecchio. Nei bambini la seduta è breve e serve più a insegnare che a raschiare: mostro al bambino e al genitore dove si ferma la placca e come arrivarci. Quando il tartaro è abbondante in un bambino piccolo, guardo anche la saliva e le abitudini di spazzolamento.

  8. 8. Togliere il tartaro rovina lo smalto?

    No, se è tolto come si deve. Gli strumenti lavorano sul deposito, non sul dente, e la lucidatura finale è molto leggera. Lo smalto o la radice che a volte si scoprono dopo la seduta non sono stati consumati: erano già così sotto il tartaro, che li copriva. Diverso è il fai da te con oggetti appuntiti o polveri abrasive, che graffia davvero.

  9. 9. Il collutorio serve contro il tartaro?

    Poco. I collutori riducono la placca per qualche ora e qualcuno rallenta la mineralizzazione, ma nessuno scioglie il tartaro già formato. Possono essere un aiuto per periodi brevi, per esempio dopo un intervento o durante una gengivite, non un sostituto del filo. Se vuoi usarne uno a lungo chiedimelo in visita: alcuni macchiano i denti e ne vedo spesso gli effetti.

  10. 10. Il tartaro si attacca anche a corone e otturazioni?

    Sì. Il tartaro si deposita su qualunque superficie in bocca, comprese corone, otturazioni e apparecchi mobili, e sui bordi tra dente e otturazione si ferma volentieri. Un bordo che trattiene placca è una cosa che guardo durante la seduta: a volte basta lucidarlo, a volte è il segnale che l’otturazione va rifatta prima che sotto nasca una carie.

  11. 11. Chi segue tartaro a Lucca?

    Dott.ssa Barbara Berti, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Lucca (n. 624), che nello studio si occupa di odontoiatria generale e conservativa: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca, in Via delle Ville Prima 966. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Roberto Guazzetti.

  12. 12. Come raggiungo lo studio di Lucca se vengo da Capannori o da Porcari?

    Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Per chi viene da Capannori, Porcari e Altopascio la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.

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